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LA STORIA .
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I canti
dell'antica Grecia, i suoni, le immagini attraverso i secoli sono giunti fino a
noi e, come se il tempo si fosse fermato.
Si possono rivivere ancora oggi nella Grecia Salentina.
A Corigliano d'Otranto, è nato ed ha trascorso l'infanzia e la sua giovinezza
Saverio Fonseca
(foto). Nella sua memoria è rimasta sempre l'eco di quei canti e
di quelle melodie, le suggestioni di una lingua tramandata di generazione in
generazione.
Era l'epoca in cui i nostri paesi non conoscevano ancora, e per fortuna, le
conseguenze dell'inquinamento, "padrone” incontrastato dell'era del progresso.
Quel "senso del silenzio" che caratterizzava i vicoli bui dei nostri paesi,
il canto del gallo che echeggiava alle prime luci dell'alba... per qualcuno
rappresentava il segnale del risveglio ma soprattutto quello del lavoro,
inevitabile e faticoso, che riprendeva il suo corso.
E per le strade cominciavano a sentirsi le voci limpide degli straccivendoli,
degli ombrellai, dei "mula forbici", dei "cconza limbi" o degli "mpaia segge"...
E poi a seguire prendevano vita le "puteche" degli artigiani...
Ma la figura dominante era comunque quella dei contadino. II suo era senza
dubbio il lavoro più duro, dall'alba al tramonto il "lavorare la terra" quasi a
mani nude lo sfiancava, ma solo fisicamente. Moralmente il contadino era forse
quello più contento perché la durezza delle giornate era mitigata dai canti,
magari improvvisati, che si levavano dai campi.
Tutto ciò rendeva il tutto una festa.
Col matrimonio Saverio si è trasferito a Specchia dove, un po' per passione e un
po' per gioco, verso la fine degli anni Novanta ha partecipato ad una
manifestazione canora insieme ad alcuni amici. In particolare egli vuol
ricordare Filippo Rizzo (foto), anche lui figlio d'arte in quanto anche il padre
ed il nonno suonavano la fisarmonica. I due hanno collaborato insieme e nel 2000
hanno creato il Gruppo di Canti Antichi denominato AGORA'.
Il Gruppo Agorà prende spunto da quei ricordi e dalla nostalgia per quelle scene
di vita rurale per tramandare ai più giovani i valori e le virtù dei tempi
passati.
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